CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE

Informativa alla clientela

Il concordato preventivo biennale è un nuovo strumento ideato dal Fisco con il quale è possibile concordare in anticipo il proprio reddito per il biennio 2024 e 2025.


L’Agenzia delle Entrate formula una proposta di accordo, in base allo storico dei redditi dichiarati negli ultimi anni ed in base alle proprie pagelle fiscali (voti ISA) ed il contribuente in caso di accettazione andrà a tassare il reddito concordato ai fini IRES, IRPEF, IRAP ed ai fini previdenziali, a prescindere dal reddito effettivamente generato in tali annualità.


Il nuovo istituto non ha effetti ai fini IVA.


Solo in presenza di circostanze eccezionali, quali calamità naturali o gravi danni all’attività, che comportino una riduzione del reddito superiore al 30%, il concordato cessa di avere effetto. In questi casi, si applicherà la tassazione ordinaria per il periodo d’imposta.


Possono accedere al concordato tutte le partite IVA con ricavi annui non superiori ad Euro 5.164.569 ed i contribuenti in regime forfetario.


Si decade dall’accordo, se nell’annualità 2024 o 2025, viene superato il limite annuo di ricavi pari ad Euro 7.746.853,50 (per chi ha qualche anno in più sulle spalle, più semplicemente i vecchi 15 miliardi di lire) ed il limite di Euro 150.000 per i soggetti forfetari. In questi casi il concordato cessa i propri effetti ed il calcolo delle imposte tornerà ad essere quello ordinario.


Gli effetti dell’accettazione dell’accordo sono rappresentanti principalmente dalla predeterminazione dei redditi soggetti a tassazione per il 2024 e 2025, dall’esclusione di accertamenti per tale biennio e da ulteriori premi, quali a titolo esemplificativo l’esonero del visto di conformità per le compensazioni ed i rimborsi IVA fino a 70.000 euro e per le compensazioni IRES, IRPEF ed IRAP fino a 50.000 euro. 


Il termine per l’accettazione della proposta è fissato al prossimo 31 ottobre (a parere dello scrivente e non solo, tale termine sarà presumibilmente e riteniamo necessariamente oggetto di proroga, in quanto, tra l’altro, ad oggi non ci è stato ancora fornito dallo Stato il relativo software di calcolo definitivo della proposta).


Da evidenziare che in questi giorni l’Agenzia delle Entrate sta pubblicizzando e cercando di rendere “più appetibile” l’adesione alla proposta concordataria, tramite l’invio di lettere “non propriamente amichevoli” consultabili sul proprio Cassetto fiscale.


Ci preme sottolineare, infine, che è in fase di approvazione un ulteriore incentivo all’adesione alla proposta rappresentato da una sorta di “sanatoria” per le annualità dal 2018 al 2022, i cui contorni sono in fase di elaborazione. 


Lo studio si rende disponibile per la valutazione circa la convenienza della proposta del Fisco e per la successiva eventuale compilazione e trasmissione del relativo modello di accordo.